Il vero Mississippi con Lorenz Zadro e Blues Made In Italy


UN VIAGGIO NELLA TERRA DEL BLUES CON LORENZ ZADRO

18 – 27 giugno 2016

 

LorenzQui non si parla di un viaggio qualunque, ma del “viaggio perfetto” nel cuore del Delta Blues. Per molte persone, in ogni angolo del mondo, l’avventura di poter visitare quei luoghi che hanno dato i natali al Blues e il Gospel, e i loro figli diretti, Soul e Rock & Roll può rappresentare il sogno della loro vita.

Memphis, Clarksdale, Holly Springs, Helena, Avalon, Oxford,… Eccoci dunque pronti a consigliarvi questo viaggio alla scoperta dei luoghi, della cultura e delle tradizioni che solo questo scorcio di America ci sa regalare. E come colonna sonora avremo l’autentico Blues che troveremo e vivremo strada facendo. In tutto questo percorso carico di quella tipica magia e calore del South USA, Lorenz Zadro di Blues Made In Italy saprà trasmettere direttamente nei vostri cuori un’esperienza indimenticabile.

Un viaggio in collaborazione con: 

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SCOPRI IL VERO MISSISSIPPI con Blues Made In Italy

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Dockery Farms, Cleveland, Mississippi, foto Francesca Castiglioni ©

Questo viaggio vi guiderà nella North Mississippi Hill Country, un luogo famoso per i tanti bluesmen che vivevano lì, da R.L. Burnside a David Junior Kimbrough, da Mississippi Fred McDowell a Otha Turner. Un’esperienza unica e da non perdere è il North Mississippi Hill Country Picnic (www.nmshillcountrypicnic.com), noto anche come Hill Country Picnic di Kenny Brown, che si è sviluppato ed espanso rispetto alle prime edizioni e include ora (un must per i musicisti ) anche laboratori di chitarra con veri bluesmen locali.

Lorenz Zadro di Blues Made In Italy saprà trasmettere direttamente nei vostri cuori un’esperienza indimenticabile che può, e deve, essere completata con visite nelle vicine località che hanno fatto la storia del Blues, come le piantagioni di cotone, tombe di famosi bluesmen – la maggior parte dei quali nati nel Mississippi e lì sepolti – o anche ai musei, alle fondazioni, al famoso Crossroads e alle tante live performance, alcune in esclusiva, per gustare fino in fondo la vera atmosfera del blues del Mississippi.

E allora “You got to move”! Lorenz Zadro sarà lieto di affrontare questa nuova avventura, attraverso gli stati del Mississippi, Tennessee e Arkansas, assieme ai tanti amici di Blues Made In Italy che vorranno visitare le terre dove tutto ebbe inizio – alla ricerca delle origini della vera American Music.

Vi presentiamo l’itinerario di viaggio organizzato per il 2016, tra il 18 e il 27 giugno (il North Mississippi Hill Country Picnic si terrà nei giorni 24 e 25 giugno).

ITINERARIO DEL BLUES VIAGGIO:

 

  • 1 ° giorno Sabato (Memphis, Tennessee)
Night in Beale Street, photo Francesca Castiglioni ©

Night in Beale Street, photo Francesca Castiglioni ©

Questo viaggio inizia da Memphis. Arrivo all’aeroporto, dove verrete recuperati dal bus per i viaggi di gruppo, oppure si effettuerà il ritiro del furgone, auto o moto. Dopo esserci sistemati in albergo il pomeriggio potrebbe essere dedicato, per gli appassionati di basket, ad un incontro del campionato NBA dei Memphis Grizzliers al FedEx Forum. La sera prevede una cena a Beale Street, in uno dei luoghi in cui vengono cotte le migliori costolette al bbq: il Blues City Café e si può iniziare con i primi concerti blues dal vivo, senza dimenticare di assaporare una birra da Huey in Popular Av. o Second St. o un concerto al Center For Southern Folklore della gentilissima e simpaticissima Judy Peiser.

  • 2 ° giorno Domenica (Memphis, Tennessee)

Prima colazione in Hotel.

La mattinata prevede una visita al Temple of Deliverance Church of God In Christ per ascoltare il Pastore Milton Hawkins o persino il Reverendo Al Green presso The Full Gospel Tabernacle.

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Ingresso dei Sun Studios a Memphis, foto Antonio Boschi

In seguito visiteremo lo STAX Museum of American Soul Music al 962 McLemore Avenue, la famosa etichetta dedicata alla Soul Music, fondata nel 1957 da Jim Stewart e sua sorella Estelle Axton

Prima di lasciare Memphis visita guidata ai famosissimi Sun Studio al 706 di Union Avenue. Famosi per avere registrato musicisti come Howlin’ Wolf, Dr. Ross, BB King, Big Walter Horton, James Cotton, Little Milton e, soprattutto, per aver dato il via alla nascita del rock’n’roll con Elvis Presley, Carl Perkins, Roy Orbison, Jerry Lee Lewis e Johnny Cash. Impossibile non fare incetta dei famosi gadget che troverete all’uscita!

Possibile soluzione alternative la visita al Rock and Soul Museum oppure al Gibson Guitar Studio come pure fare due passi fino all’hotel The Peabody e assistere alla passeggiata delle papere. La cena sarà al Rum Boogie Café, dove per lungo tempo si poteva ammirare l’originale etichetta della STAX, ora ritornata al museo omonimo, un locale dove sono appese le chitarre di molti musicisti hanno suonato nel corso degli anni, come, ad esempio, Ike Turner, Son Seals o Stevie Ray Vaughan.

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Room Boogie Cafè, 182 Beale Street, Memphis, foto Francesca Castiglioni ©

Pernottamento a Memphis.

  • 3 ° giorno Lunedì (Memphis > Helena > Clarksdale, Mississippi)

Prima colazione in Hotel.

Ci muoveremo verso sud sulla Highway 61 e passeremo Walls per visitare la tomba di Memphis Minnie, una delle poche cantanti blues femminili che sapeva cimentarsi alla grande con la chitarra. Nel 1930 si diceva che Minnie suonasse la chitarra come un uomo.

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Tunica, Gateway To The Blues Visitor Center, foto Francesca Castiglioni ©

Continuando sulla mitica Highway 61 faremo una breve sosta a Tunica per visitare il Gateway To The Blues Shop.

Subito dopo ci muoveremo in direzione di Clarksdale, il luogo di nascita del blues, e il suo famoso “crocicchio” dove, come narra la leggenda, Robert Johnson ha venduto la sua anima al diavolo per suonare il blues come nessun’altro prima. Ma prima si passa da Helena, in Arkansas, sede dell’Arkansas Blues & Heritage Festival, noto anche come il King Biscuit Blues Festival e dove troveremo le tombe di Robert Nighthawk e Frank Frost.

Famosa non solo per il Blues Festival Helena ha dato i natali ai bluesmen Cedell Davis, il chitarrista Robert Nighthawk e pianista Roosevelt Sykes e Robert Johnson ha vissuto qui per gran parte degli ultimi cinque anni della sua vita, dando lezioni di chitarra al figlio della sua fidanzata, Estella Coleman, il cui nome era Robert Lockwood Jr.

Visiteremo il Sonny Boy Williamson Museum e la KFFA Radio (1360 Radio Dr.), famosa per il programma King Biscuit Time, dove Sonny Boy solitamente si esibiva e visiteremo l’interessantissimo Delta Cultural Center.

Pranzo in Helena al Blues Bayou o al Soup Kitchen Café and Pool Room.

Prima di arrivare a Clarksdale, passeremo da Friar’s Point e faremo una svolta verso la Stovall Plantation, dove McKinley Morganfield, in futuro meglio conosciuto come Muddy Waters lavorava come trattorista e dove Alan Lomax lo sentì suonare e lo registrò per la prima volta nel 1941. Qui troverete l’indicazione che ci indica il punto esatto dove si trovasse la casa di Muddy Waters, attualmente ospitata e ricostruita all’interno del Delta Blues Museum, che visiteremo una volta giunti a Clarksdale.

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Walde’s Barber Shop

Il resto del pomeriggio sarà speso in giro per la famosa cittadina, visitando luoghi come del Wade’s Walton Barber Shop o il Riverside Hotel, dove morì Bessie Smith, il ristorante Sarah’s Kitchen o l’edificio dove c’era la Rooster’s Records oppure a bere un caffè all’Abe’s BBQ che si trova proprio dove un monumento segnala il celebre incrocio tra la 61 e 49 (anche se il vero crocevia tra le due highway all’epoca era ubicato altrove e quindi c’è un certo mistero su dove effettivamente Robert Johnson incontrò il diavolo).

Verso sera raggiungeremo finalmente la Hopson Plantation, dove si trova l’ Shack Up Inn dove passeremo la notte in una delle baracche (le uniche originali in tutti gli USA) un tempo abitate dagli schiavi e dai mezzadri che lavoravano nella piantagione (ristrutturati con la sola aggiunta dei bagni conservando, in questo modo, un fondamentale pezzo della storia del Sud degli Stati Uniti). Qui, oltretutto, ogni anno si organizza il Pinetop Perkins Homecoming, la prima domenica seguente il King Biscuit Blues Festival di Helena (secondo fine settimana di ottobre), che si svolge anche dopo la scomparsa del famoso pianista, avvenuta nel 2011.

 Cena e pernottamento all’Hopson Plantation (Shack Up Inn) dove sarà possibile dormire nelle baracche un tempo dimore dei mezzadri che lavoravano la terra nella piantagione.

Hopson Plantation, foto Antonio Boschi

Hopson Plantation, foto Antonio Boschi

  • 4 ° giorno Martedì (Clarksdale > Greenville)

Prima di lasciare Clarksdale una tappa obbligata è quella alla Cat Head Delta Blues & Folk Art, negozio-museo gestito da Roger Stolle che, insieme a Jeff Konkel, è fortemente attivo nel preservare la tradizione afro-americana e la cultura del blues. In questo negozio troverete materiale di ogni genere, dalle registrazioni ai libri , così come oggetti d’arte e artigianato realizzati da bluesmen come Pat Thomas , figlio del leggendario James “Son” Thomas.

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Cat Head – delta blues & folk art, Clarksdale, Mississippi

Inoltre, a pochi isolati dal negozio potrete visitare lo Stan Street’s Hambone Gallery coi suoi oggetti di arte popolare o il Rock and Blues Museum che dispone di elementi storici come rarissimi 78 giri di blues, strumenti musicali e fotografie. Ogni Martedì sera Street ospita anche jam con musicisti locali e si può visitare lo studio.

Obbligatoria una visita, anche solo per un drink, al Red’s di Red Paden (forse il più genuino Juke Joint ancora esistente e al vicino Ground Zero Blues Club, di proprietà di Morgan Freeman, che alla sera presentano spesso concerti dal vivo di bluesmen locali, oppure voltare l’angolo e andare a far visita a Deak Harp, paradiso per gli appassionati di armonica

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Red’s, Juke Joint a Clarksdale, Mississippi, foto Francesca Castiglioni ©

Lasciando Clarksdale ci spostiamo a sud verso Tutwiler, dove si dice che WC Handy, in piedi presso la stazione ferroviaria, sentì per la prima volta quello che da allora verrà chiamato “blues”, da uno sconosciuto nero che suonava la chitarra con un coltello che faceva scivolare sulle sue corde. Visiteremo la tomba di Sonny Boy Williamson II dove, nonostante la data del decesso riportata sulla lapide sia errata (così come quella della sua nascita sia incerta), molti musicisti vanno ancora in pellegrinaggio lasciando le loro armoniche come omaggio a Sonny Boy.

Non possiamo perdere (anche se minacciose guardie armate a piedi vicino al cancello bianco cercano sempre di evitare che le auto si fermino) la Parchman Farm, il “Mississippi State Penitentiary”, ubicato all’intersezione tra la 32 e la 49W , divenuto popolare, oltre che per la sua durezza, per le ricerche e le registrazioni effettuate da  Alan Lomax, e per aver ospitato nelle sue celle molti bluesmen (come Son House e Bukka White), e cantato da molti musicisti non solo bluesmen locali (citiamo per esempio Johnny Winter e John Mayall). Ancora oggi è possibile vedere i prigionieri, con la classica divisa a strisce, lavorare il terreno circostante la prigione.

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Birthplace Of The Blues, foto Francesca Castiglioni ©

Di seguito ci dirigeremo, verso ovest, in direzione di Cleveland per visitare l’HWY 8 ed, anche, la Dockery Farms, dove un tempo lavorava Charley Patton, altro fondamentale esponente della storia del blues, dove di dice sia nato il blues.

Ci trasferiremo, poi, a Leland dove, oltre ai murales blues presso il Lilo’s Italian Restaurant, potremo rendere omaggio alla tomba di James “Son” Thomas, bluesman per vocazione e becchino di professione. Thomas era famoso in Europa, avendola visitata più volte in compagnia dell’armonicista Walter Liniger. Ci fermeremo anche alla Highway 61 Blues Museum al 307 N. Broad Street.

Arriveremo a Greenville per passeggiare lungo Nelson Street, dove dal 1940 al 1970 gente come Little Milton, Eddie Cusic, Charlie Booker, Willie Amore, T -Model Ford e Little Bill Wallace spianarono la strada. Il Mississippi Blues Trail Marker ci ricorda l’importanza di questo luogo nella storia della musica. Da non perdere Walnut Street, famosa per i suoi locali di musica dal vivo o Playboy Club, immortalati nel film Mississippi Blues di Bernard Tavernier.

Pernottamento a Greenville.

  • 5 ° giorno Mercoledì (Greenville > Indianola > Greenwood > Oxford)
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Indianola, Mississippi, Club Ebony, foto Francesca Castiglioni ©

In mattinata raggiungeremo Indianola, “The Home of BB King“, come dichiara l’insegna all’ingresso della città. Qui visiteremo, tra le altre cose, il Club Ebony (dove pranzeremo) e il BB King Blues Museum, con concerto incluso.

Nel pomeriggio ci sposteremo verso la zona di Greenwood, dedicata a Robert Johnson. A ovest di Greenwood, appena a nord est sull’intersezione tra la 89 e la 49E troviamo il Three Forks Store, che è il bar (ricostruito dopo il passaggio di diversi tornado) dove si dice che Robert Johnson abbia tenuto il suo ultimo “concerto” prima di essere ucciso, apparentemente per mano del marito geloso di una donna che stava bevendo con Johnson. A nord di Greenwood troviamo la terza tomba del famoso bluesman, che attualmente si pensa possa essere quella vera, grazie alla testimonianza di alcuni testimoni oculari che avrebbero assistito la sua sepoltura al Little Zion Cemetery .

Proseguendo verso nord sulla Highway 7 si arriva ad Avalon dove potremo visitare la tomba di Mississippi John Hurt, pioniere della musica folk blues, morto nel 1966 (è importante conoscere la data in modo da non confondere la lapide con le tante a nome Hurt sparse nel cimitero). Possibilità di fare una veloce visita al Museo di Mississippi John Hurt.

Infine arriveremo a Oxford dove potremo visitare la sede della Fat Possum, la famosa etichetta che ha registrato molti musicisti del North Mississippi, oltre ad essere nota per il suono chiamato Mississippi Hill Country Blues.

Notte od Oxford, città degli scrittori, con una visita allo Square Books Shop, situato al 1110 di Van Buren e scelte di prodotti alimentari serviti nei locali sulla piazza come la City Grocery, l’Ajax Diner e la Rooster Blues House e assistere a concerti al Proud Larry’s.

  • Giorno 6 Giovedì (Oxford > Como > Senatobia > Holly Springs)

Prima di lasciare Oxford avremo la possibilità di visitare i Blues Archives nell’University Of Mississippi con diversi e rari cimeli legati al blues.

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Como, Mississippi, foto Antonio Boschi

Usciti da Oxford prenderemo prima la 278 e poi la 315 a Sardis Lake e, grazie alla 55, arriviamo a Como, una piccola cittadina attraversata dalla ferrovia, dove Mississippi Fred Mc Dowell è sepolto. La sua pietra tombale è stata parzialmente finanziata da Bonnie Raitt. Sul retro della sua tomba sono incisi alcuni versi della canzone “You got to move” (divenuta poi famosa per la versione dei Rolling Stones). Potete anche trovare un buon cibo o bevande nella Windy City Grill, che si trova a destra su Main Street.

Continuando la strada di ritorno verso Memphis ci fermeremo a Senatobia dove, nel pomeriggio, visiteremo la tomba di Jessie Mae Hemphill, pronipote di Sid Hemphill, un musicista che Alan Lomax registrò, così come Rosa Lee Hill, zia di Jessie Mae. Oltre che ad apparire nel film “Deep Blues” di Robert Palmer, Jessie Mae ha suonato per lungo tempo in Europa.

Vicino a Senatobia, a Gravel Springs, se si viaggia alla fine di agosto, ci si può imbattere nel famoso Othar Turner’s Picnic, in memoria di questo grande musicista afro-americano che suonava il flauto e la batteria con uno stile unico, con ingresso gratuito e cibo e bevande di produzione locale e a prezzi popolari.

Ci sposteremo, in seguito, verso le North Hills.

Proseguendo verso est per Harmontown visiteremo la tomba di R.L. Burnside, uno degli ultimi bluesmen dal suono particolarmente intenso che ha influenzato notevolmente le nuove leve del blues, bianco e nero. Grazie ai Jon Spencer Blues Explosion, R.L. ha rilanciato la propria carriera nel 1996 con l’album “A ass pocket of whiskey”. Pescatore, mezzadro e bluesman nel tempo libero, ha imparato a suonare direttamente da Fred McDowell.

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Aikey Pro’s Record Shop, foto Giacomo Lagrasta

Prossima fermata Holly Springs e per favore non perdetevi l’Aikey Pro’s Record Shop (se trovate chiuso non desistete e troverete qualcuno e chiedete del proprietario, il cui vero nome è David Caldwell) al 125 N. Center Street. Tra le tantissime biciclette inutilizzate, nascondiglio ideale per i gatti randagi, e un interno polveroso e disordinato, si potrebbe ancora trovare qualcosa di veramente interessante (e prezzi vanno discussi e contrattati!).

Ad Holly Springs, celebre anche per il film di Robert Altman “La fortuna di Cookie” è consigliabile fermarsi a mangiare  in posti come di Annie Restaurant, famoso per il pollo fritto nella tipica ricetta Down South o al Chewalla Rib Shack situato vicino all’originale Junior Kimbrough Jook Joint a Chulahoma. Il Junior Jook, uno degli ultimi Juke joint del Mississippi, è stato distrutto da un incendio nell’aprile 2000 e omaggiato dal disco Black Keys che porta lo stesso nome.

Andando verso est in direzione USA-72 arriveremo a Hudsonville dove David “Junior” Kimbrough, famoso per la sua musica e patriarca dell’Holly Spring Blues, è sepolto. Sulla sua tomba, al posto dei fiori, i suoi fan spesso lasciano una birra, come ultimo brindisi per l’aldilà.

Notte a Holly Springs.

  • 7 ° giorno Venerdì PicNic
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Ingresso all’area dell’Hill Country Picnic, foto Giacomo Lagrasta

Da Holly Springs ci spostiamo verso il punto più vicino al Picnic (angolo di HWY 7 Sud e HWY 310, Waterford, Mississippi)

Seminari di chitarra (con possibilità di prenotare), concerti accompagnati dalla somministrazione di cibo locale (soul food) e bevande per tutta la giornata!

Notte a Holly Springs.

  • 8 ° giorno Sabato PicNic
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Una scorsa edizione del North Mississippi Hill Country Picnic, goto Giacomo Lagrasta

Trasferimento in navetta per il PICNIC

workshop di chitarra, concerti, cibo locale (soul food) e bevande per tutta la giornata!

Notte a Holly Springs.

  • 9 ° giorno Domenica (Holly Springs >Memphis)

In mattinata ci sposteremo verso l’aeroporto di Memphis, per il volo di ritorno per l’Europa.

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Memphis, Tennessee, Downtown, foto Antonio Boschi

Arrivo previsto Lunedì mattina.